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Concussione e tentata concussione: tre indagati |
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15 marzo 2010
La Procura della Repubblica di Crotone sta concentrando le sue attenzioni nei confronti di tre dirigenti dell’Azienda sanitaria provinciale
CROTONE. Tre dirigenti dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone sono indagati, a vario titolo, dalla Procura della Repubblica con le accuse di concussione e tentata concussione nei confronti dei titolari della casa di cura privata “Villa Giose”. Si tratta dell’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria Thomas Schael, del responsabile dell’ufficio legale Francesco Masciari e del direttore del dipartimento assistenza ospedaliera della stessa Asp crotonese Giuseppe Fratto. Secondo l’ipotesi avanzata dal sostituto procuratore della repubblica di Crotone Pierpaolo Bruni, che conduce le indagini sulla vicenda, Masciari e Fratto si sarebbero opposti alla liquidazione delle somme vantate dalla clinica Villa Giose per le prestazioni effettuate in regime di convenzione con l’Azienda sanitaria provinciale; somme che sarebbero state liquidate solo dopo la mediazione di Vincenzo Speziali, il quale avrebbe ottenuto da Giovanni Ussia, titolare di Villa Giose, una somma di 40 mila euro, oltre a 5 mila euro per le spese, consegnandola al Masciari. A quel punto il dirigente dell’ufficio legale avrebbe espresso parare favorevole alla liquidazione delle somme dovute alla clinica e Fratto avrebbe deliberato il pagamento. Per questo Speziali, Masciari e Fratto sono accusati di concussione. L’ex direttore generale Thomas Schael e Fratto sono invece accusati di tentata concussione perchè avrebbero fatto ostruzionismo alla liquidazione di un credito di circa 11 milioni di euro vantato dalla clinica Villa Giose che ne aveva ottenuto il riconoscimento dall’autorità giudiziaria con decreti ingiuntivi divenuti già esecutivi; i due dirigenti avrebbero imposto ai titolari della casa di cura di rinunciare al 40 per cento del credito vantato, nel tentativo di indurli a pagare somme di denaro non dovute. Nella mattinata di oggi gli agenti dell’Ufficio Digos della questura, diretti personalmente dal vice questore Domenico Gentile, hanno effettuato perquisizioni negli uffici e nelle abitazioni delle persone indagate dove sé stata sequestrata documentazione ritenuta utile all’indagine.
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